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Differenza tra internazionalizzazione e localizzazione: facciamo chiarezza

Cosa significano i termini “internazionalizzazione” e “localizzazione” e come sono correlati?

Esistono diverse definizioni per spiegare questi due termini. Di seguto, provo a fornire alcune descrizioni generali, sperando che siano utili a chi sta cercando qualche delucidazione in merito.

Cosa s’intende per “Localizzazione”


Quando si parla di “Localizzazione”, si fa riferimento all’adattamento di un prodotto, applicazione o contenuto di un documento con l’opbiettivo di soddifare i requisiti linguistici, culturali e di altro tipo di uno specifico mercato di destinazione (una località, appunto).

Spesso il termine “Localizzazione” è utilizzato solo come sinonimo di traduzione dell’interfaccia utente e della documentazione. In realtà, si tratta di un processo più articolato e molto spesso di una questione sostanzialmente più complessa.

Ad esempio, la localizzazione può comportare personalizzazioni relative a:

  • Formati numerici, data e ora
  • Uso della valuta
  • Utilizzo della tastiera Fascicolazione e ordinamento
  • Simboli, icone e colori
  • Testo e grafica contenenti riferimenti a oggetti, azioni o idee che, in una data cultura, possono essere interpretati erroneamente o considerati insensibili.
  • Requisiti legali variabili

In breve, “Localizzazione” e “Traduzione” sono due cose differenti, anche se la prima può includere la seconda, che si riferisce alla conversione del testo scritto da una lingua all’altra.

Invece, la localizzazione è il processo con cui un prodotto o un messaggio vengono adattati ad una specifica cultura di destinazione, come se fosse stato creato lì in primo luogo.

Per la maggior parte dei prodotti, la localizzazione include, ma non si limita a, la traduzione. Si tratta di un processo che richiede la considerazione di molteplici fattori culturali che trascendono le parole che un’azienda usa per descrivere o spiegare il suo prodotto.

Durante la creazione del suo film Inside Out, ad esempio, Pixar ha modificato la sua animazione per adattarsi a più versioni di una scena in cui un personaggio punta e legge un segno. Nella versione araba del film, il personaggio si muove da destra a sinistra, piuttosto che dalla direzione da sinistra a destra che l’animazione assume nella versione inglese del film.

La localizzazione può anche richiedere un ripensamento completo della logica, del visual design o della presentazione se il modo di fare affari (es. Contabilità) o il paradigma accettato per l’apprendimento (es. Concentrarsi sull’individuo o sul gruppo) in una data località differiscono in maniera sostanziale dalla cultura originaria.

Cosa s’intende per “Internazionalizzazione”


Come spiego nel mio libro “Dubai The Big Fake”, le definizioni per il termine “internazionalizzazione” variano.

Alcune persone usano altri termini, come globalizzazione per riferirsi allo stesso concetto. Anche in questo caso, utilizzare le due parole come se fossero intercambiabili non è corretto, dal momento che per globalizzazione si intende precisamente il processo attraverso il quale un’azienda vuole estendere il proprio business al resto del Mondo.

L’internazionalizzazione è la progettazione e lo sviluppo di un prodotto, un’applicazione o un contenuto di un documento che consente una facile localizzazione per i destinatari che variano per cultura, regione o lingua.

L’internazionalizzazione comporta tipicamente:

  • Progettare e sviluppare in un modo che rimuova le barriere alla localizzazione o alla distribuzione internazionale. Ciò include cose come abilitare l’uso di Unicode o garantire la corretta gestione delle codifiche dei caratteri legacy, se appropriato, occuparsi della concatenazione di stringhe, evitare la dipendenza nel codice dei valori delle stringhe dell’interfaccia utente, ecc.
  • Fornire supporto per funzionalità che non possono essere utilizzate fino a quando non viene eseguita la localizzazione. Ad esempio, l’aggiunta di markup nella DTD per supportare il testo bidirezionale o per identificare la lingua. O aggiungendo al supporto CSS per il testo verticale o altre caratteristiche tipografiche non latine.
  • Abilitazione del codice per supportare le preferenze locali, regionali, linguistiche o legate alla cultura. In genere ciò comporta l’incorporazione di dati di localizzazione predefiniti e funzionalità derivate da librerie esistenti o preferenze dell’utente. Gli esempi includono formati di data e ora, calendari locali, formati numerici e sistemi numerici, ordinamento e presentazione di elenchi, gestione di nomi personali e forme di indirizzo, ecc.
  • Separare gli elementi localizzabili dal codice sorgente o dal contenuto, in modo tale che le alternative localizzate possano essere caricate o selezionate in base alle preferenze internazionali dell’utente secondo necessità.
  • Si noti che questi elementi non includono necessariamente la localizzazione del contenuto, dell’applicazione o del prodotto in un’altra lingua; sono pratiche di progettazione e sviluppo che consentono a tale migrazione di avvenire facilmente in futuro, ma che possono avere un’utilità significativa anche se non viene mai effettuata alcuna localizzazione.

Il valore dell’internazionalizzazione


L’internazionalizzazione influisce in modo significativo sulla facilità di localizzazione del prodotto. Il retrofitting di un deliverable centrato sul piano linguistico e culturale per un mercato globale è ovviamente molto più difficile e dispendioso in termini di tempo rispetto alla progettazione di un deliverable con l’intento di presentarlo a livello globale.

Quindi, idealmente, l’internazionalizzazione si presenta come una fase fondamentale nel processo di progettazione e sviluppo, piuttosto che come un ripensamento che spesso può comportare una riorganizzazione scomoda e costosa.

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MARIO FIGLIOLI
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